Fare la spesa di domenica


Oggi ho infranto una mia regola precisa: non fare la spesa di domenica.

Non e’ una regola pratica. Non nasce dal traffico, dalla coda, dalla voglia di stare lontano dai supermercati nel fine settimana. E’ una regola che per me ha sempre avuto un significato semplice: il sabato pomeriggio e la domenica dovrebbero restare, il piu’ possibile, tempo sottratto all’obbligo, al consumo, alla disponibilita’ continua.

Tempo per se’.

Non in un senso romantico o perfetto. Non il weekend ideale. Solo l’idea che almeno una parte della settimana non debba essere sempre piegata al fare, al comprare, al produrre, al tenere tutto aperto, sempre, comunque.

Per questo fare la spesa di domenica mi lascia addosso una sensazione strana.

Non perche’ sia un gesto pessimo. Non sto parlando di una colpa. Sto parlando di quel piccolo fastidio interiore che senti quando fai una cosa apparentemente normale ma che, per te, tocca un confine piu’ importante di quanto sembri.

Ho sempre pensato che il sabato pomeriggio e la domenica dovrebbero essere giornate diverse. Giornate in cui, almeno idealmente, si rallenta. E questo vale non solo per me, ma anche per chi lavora.

Lo so che esiste il concetto di turno. Lo so che non tutto si puo’ fermare. Lo so che il mondo reale non funziona per principi puri. Pero’ continuo a pensare che abbiamo accettato troppo facilmente l’idea che tutto debba essere disponibile in ogni momento. Come se il fatto che una cosa sia possibile la rendesse automaticamente giusta.

C’e’ qualcosa, nell’andare a fare la spesa di domenica, che mi fa sentire di aver ceduto a questa logica. La logica per cui non esiste piu’ un tempo protetto, ma solo tempo ancora utilizzabile. Tempo riempibile. Tempo convertibile in servizio, apertura, comodita’.

Perche’ a quel punto anche la domenica smette di essere una pausa e diventa semplicemente un altro spazio disponibile. Un’estensione della settimana. Un contenitore in cui infilare quello che non hai fatto prima. E io, da sempre, ho cercato di difendere almeno un po’ quel confine.

Non per moralismo. Non per sentirmi migliore di chi fa la spesa di domenica. Sarebbe sciocco. Ognuno ha i suoi tempi, i suoi incastri, le sue necessita’. A volte ci vai per bisogno, a volte per fretta, a volte semplicemente perche’ non sei riuscito prima. E oggi, evidentemente, e’ successo anche a me.

Resta il fastidio, perche’ alcune regole personali non servono solo a organizzare il tempo. Servono a dire come vuoi stare al mondo. E quando le infrangi non succede niente di drammatico, ma senti comunque che hai toccato qualcosa che per te aveva un senso.

Pero’ continuo a pensare che non tutto debba essere sempre disponibile. E continuo a pensare che il sabato pomeriggio e la domenica dovrebbero conservare, almeno in parte, il diritto di essere meno utili.

Oggi non ci sono riuscito.

Ed e’ per questo, forse, che una cosa banale come fare la spesa mi e’ sembrata meno banale del solito.

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